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I sistemi camera e l'illuminazione ARRI dietro i numerosi lavori del DP italiano Michele Brandstetter de Bellesini AIC

Fashion, colori accesi e motion graphics: i molti lavori del cinematographer Michele Brandstetter de Bellesini con ARRI ALEXA Mini LF, ALEXA Mini, Signature Primes, TRINITY, e SkyPanel.

Abile in una vasta gamma di generi, il DP Michele Brandstetter de Bellesini AIC ha prestato le sue capacità al mondo della TV con la serie "Curon" e del cinema con "In vacanza su Marte". Ha inoltre accumulato anni di esperienza nel campo degli spot per notissimi brand, tra cui case di moda di alto livello. In tutti i suoi progetti, Brandstetter de Bellesini si affida ai prodotti ARRI, come la macchina da presa ALEXA Mini LF, gli obiettivi Signature Prime, lo stabilizzatore TRINITY e i proiettori SkyPanel ogni volta che può. Tra i suoi lavori più recenti ci sono le campagne pubblicitarie per Armani e Dolce & Gabbana, oltre ai video teaser per la stagione finale della serie televisiva "Gomorra". ARRI ha incontrato il direttore della fotografia per avere qualche delucidazione sulla scelta dell'attrezzatura e per scoprire le performance degli strumenti che utilizza.

Armani Exchange

Still tratto dalla campagna pubblicitaria Armani Exchange primavera-estate 2021

Still tratto dalla campagna pubblicitaria Armani Exchange primavera estate 2021

Quale stile visivo cercavi per questo progetto? 

Avevo già lavorato in passato per lo stesso marchio e sapevo che Armani Exchange ha un’estetica ben definita: un bianco e nero elegante con qualche intervento di colore e l’uso del LED wall. In questo caso mi sono occupato della campagna principale, di quella per gli occhiali e di quella per gli orologi, e il brief proposto dalla direzione creativa e dal regista Michele Bizzi proponeva grafiche astratte sul LED wall - posizionato su quattro lati e in grado di partecipare notevolmente all’illuminazione dei soggetti - e immagini molto dinamiche con grandangoli in movimento. Cercavamo un bianco e nero con una gamma di grigi ricca e densa. La motion graphics era l’elemento che determinava l’illuminazione e produceva riflessi su occhiali e orologi, c’era quindi un problema di colorimetria che imponeva di prestare molta attenzione a saturazione e de-saturazione. Bisognava far sì che il bianco del LED coincidesse col bianco della macchina da presa, e c’è stato il lavoro con Michele per avere i contributi di grafica mappati in modo da ottenere interessanti alternanze luci-ombra.  

Avete girato con ARRI ALEXA Mini?

Scegliere di girare con ARRI ALEXA Mini significa essere assolutamente tranquillo sui colori e sulle latitudini. È una macchina che risolve i problemi, non li crea, che permette di essere sicuri di portare a casa il lavoro senza sorprese. In questo caso era perfetta per la ricchezza delle ombre e la gentilezza delle alte luci. Un secondo corpo macchina operato a mano da Alex Crovi ha permesso di avere ancora più copertura e disponibilità di B-roll per arricchire il montaggio. Abbiamo anche utilizzato ARRIRAW come formato di registrazione. Abbiamo utilizzato ARRIRAW come formato di registrazione.

Ci sono state difficoltà particolari in fase di ripresa? 

Bisognava fare attenzione ai riflessi sugli occhiali: abbiamo programmato delle luci ARRI SkyPanel frontali in alto, in modo che seguissero il più possibile ciò che succedeva e aumentassero la dinamicità delle scene. Abbiamo montato delle Ring Light sulla macchina da presa per l’estetica sui grandangoli da vicino: la caduta della luce aiuta a sottolineare il movimento della macchina. Appena il soggetto si avvicina o si allontana, si passa molto in fretta da una sottoesposizione a una sovraesposizione e si sente ancora di più che si sta muovendo. 

Uno still tratto dalla campagna pubblicitaria Armani Exchange primavera estate 2021

Still tratto dalla campagna pubblicitaria Armani Exchange primavera estate 2021

Come hai stabilizzato la macchina da presa?

Ho usato ARRI TRINITY con Luca Sportelli. Lo uso spesso perché offre possibilità che nella fotografia dei film di moda aiutano tantissimo: permette di cogliere al meglio la dinamicità dei grandangoli da vicino e le mezze altezze, che con la Steadicam sono sempre un problema perché bisogna stare in Hi-mode o in Low-mode. Soprattutto negli spot di moda, quando si vogliono raccontare gli outfit, spesso ci si ritrova con la macchina da presa tra i 90 centimetri e il metro e 30, ed è proprio lì che le Steadicam vanno in crisi. Invece con ARRI TRINITY si può stare a quell’altezza, ma anche effettuare interessantissimi cambi di quota senza soluzione di continuità, quindi senza fermare il lavoro di nessuno tra un take e l’altro. Si può inquadrare la targhetta del logo sul pantalone all’altezza in cui è, e poi continuare a girare muovendosi comodamente. Su progetti di questo genere ormai chiedo sempre ARRI TRINITY. 

In che misura hai usato il monitoraggio sul set?  

Con il DIT Claudio Palumbo monitoravamo direttamente de-saturando e arricchendo la gamma dei grigi, separando i diversi canali. Claudio faceva le color correction in tempo reale, poi le salvava come LUT da passare in post-produzione: un sistema comodissimo per presentare subito a cliente e regista qualcosa di molto vicino al risultato finale. Questo era un lavoro di moda, ambiente in cui si è abituati ad avere una certa texture della pelle, che si acquisisce con filtri e ritocchi in post-produzione; perciò, si aggiunge o si toglie nitidezza dove serve. Si tratta soprattutto di correzioni cosmetiche per cercare la giusta densità di grigi, mantenendo un buon contrasto per dare il tono corretto ai diversi tipi di incarnato. È un lavoro più vicino al ritocco fotografico che a una color correction tradizionale. 

Baci® Perugina® Dolce Vita® Limited Edition da Dolce & Gabbana

Per Baci Perugina sono stati utilizzati "colori vivaci che uscivano dallo schermo" per riprodurre la confezione del famoso cioccolato

Per Baci Perugina sono stati utilizzati "colori vivaci che uscivano dallo schermo" per riprodurre la confezione del famoso cioccolato

Che indicazioni visive hai avuto, invece, per lo spot dei Baci Perugina?

L’idea del regista Giulio Volpe era di rimanere molto semplici per potersi concentrare il più possibile sull’aspetto umano del film. Dovendo ritrarre le più diverse tipologie di persone, dai bambini, ai giovani, agli anziani delle più diverse etnie, la sfida interessante è stata creare dei set-up luce da ritratto in grado di valorizzare tutti nel modo migliore. 

Quali accortezze hai usato per ottenere il risultato? 

È stato fatto un grandissimo lavoro di casting: questo era un film sulle persone, la tecnica doveva risultare invisibile; perciò, c’è stato un gran lavoro sugli sguardi, con un focus sull’umanità, senza flare e controluce. Era necessario creare una luce che andasse bene sia su un uomo di mezza età, sottolineandone la mascolinità e i tratti più marcati, sia sul volto di una ragazzina, senza che il tutto risultasse piatto. 

Quale camera hai usato, e perché?

Ho usato la ARRI ALEXA Mini LF. Dovevamo gestire colori pop accesissimi che uscivano dallo schermo, un’estetica satura tipica dello stile di Dolce & Gabbana. Siamo partiti dal pattern della scenografia, che seguiva quello del packaging di questa versione dei Baci Perugina. 

Perché il Large Format? 

Per avvicinarsi al mondo dei ritratti col formato più largo. Non sono un grande fan dei grandangoli, ma sul formato largo sono più belli, hanno una gran resa della tridimensionalità e dello spazio. Più grande è il sensore, migliore è la resa. 

Quali obiettivi hai utilizzato?

ARRI Signature Prime, perché sono trasparenti e belli sugli incarnati.  

Hai usato una LUT? 

Sì, quella preparata dalla Colorist Giorgia Meacci, che scaricava un po’ i verdi, aumentava i contrasti, arricchiva gli incarnati, sempre per avvicinarsi all’estetica pop richiesta dal prodotto. 

Qual era il sistema di illuminazione?  

A seconda del soggetto abbiamo usato sistemi leggermente diversi per cambiare il tono: proiettori a scarica per un soggetto e ARRI SkyPanel per l’altro. Per un soggetto abbiamo optato per una luce più gentile, istituzionale, morbida, per un altro qualcosa che si avvicinasse di più alla luce del sole, con proiettori a scarica. Sono entusiasta della combinazione tra ARRI ALEXA Mini LF e ARRI SkyPanel: la loro forza è quella di parlare la stessa lingua, di essere sviluppati dalla stessa scienza colore. Producono belle tonalità, non ci sono problemi di tinte e non sottolineano discromie sulla pelle, anzi. 

“Gomorrah”

Il DP italiano Michele Brandstetter de Bellesini AIC dietro la macchina da presa

Il DP italiano Michele Brandstetter de Bellesini AIC dietro la macchina da presa

Per i brevissimi video promozionali che introducono i personaggi della stagione finale, il tuo riferimento visivo era chiaro: le altre stagioni della serie TV "Gomorra". Potresti spiegarci meglio questo aspetto?

Insieme al regista Marco Pianigiani ci siamo rifatti allo splendido lavoro fatto sulla serie, cercando di renderlo più stilizzato e impreziosito, più adatto alla forma breve: tutto più curato e un po’ più sottolineato. Quando si lavora su un video di pochi secondi bisogna essere più incisivi. 

Per quale sistema di ripresa hai optato in questo caso?

Ancora una volta ARRI ALEXA Mini, per rimanere in linea con la serie TV. Abbiamo scelto un'illuminazione più sporca sugli incarnati ma abbiamo mantenuto gli stessi obiettivi, per non allontanarci dall'eccellente lavoro iniziato dai miei colleghi. Ho sempre lavorato con una telecamera fissa o su un dolly, senza mai usare macchina a mano.

Quali luci hai scelto?

Abbiamo usato tubi Astera rigati a giraffe e degli ARRI SkyPanel S30, S60 e S120, che ci hanno permesso di utilizzare gli effetti di preset in modo veloce.  


L'attrezzatura per le riprese e le luci sono state fornite da Moviepeople e Cameraservice

Opening Image: Michele Brandstetter de Bellesini AIC