Cineprese ARRI per l’HDR su Amazon

Cineprese ARRI per l’HDR su Amazon

Il direttore della fotografia Tim Orr ha girato con ALEXA XT l’episodio pilot di Z: THE BEGINNING OF EVERYTHING, una serie degli Amazon Studios da distribuire in HDR.

La serie Amazon Z: THE BEGINNING OF EVERYTHING è incentrata sulle vicende della vita mondana di Zelda Fitzgerald nell’America degli anni ’20 e sul suo burrascoso matrimonio con lo scrittore F. Scott Fitzgerald. Essendo uno dei primi prodotti con distribuzione in UHD e HDR, il grade principale è stato svolto in Rec 709 con un rapido aggiustamento per HDR, ma la crescente propensione di Amazon per contenuti High Dynamic Range ha fatto sì che fossero scelte ALEXA e AMIRA come macchine da presa migliori per la qualità delle immagini UHD/HDR. Il DP Tim Orr ha raccontato ad ARRI la sua esperienza sul set del pilot registrando in ProRes 3.2K con ALEXA XT.

Tu e il regista Tim Blake Nelson cercavate un look specifico per questa serie?

Abbiamo preso ispirazione soprattutto dalla fotografia del periodo, in particolare dalle autocromie, che hanno un look morbido, simile alla pittura. Quello che non volevamo, però, era che l’asprezza e la desaturazione dell’Autochrome schiacciassero i personaggi e la storia, quindi abbiamo giocato anche con Kodachrome. Lavorando con il colorist Sean Dunckley ho testato LUT basate su entrambi i processi, per poi scegliere le due che abbiamo utilizzato nella serie.

Non penso che avrei potuto scegliere una macchina migliore di ALEXA per l’HDR.

Perché hai scelto ALEXA? L’HDR ha creato problemi in fase di ripresa?

Utilizzo ALEXA da quando è uscita, mi ci trovo a mio agio, so quello che può fare. In molte delle scene di interni avevamo luci bassissime, quindi hanno contato molto la sensibilità e il range dinamico di ALEXA, che sono i suoi punti di forza. Solitamente lavoro a 800 EI, so quanto in là posso spingermi e comunque ho ancora un ottimo margine di sicurezza sul negativo digitale.

Non penso che avrei potuto scegliere una macchina migliore di ALEXA per l’HDR, aspetto che tra l’altro non mi ha affatto dato problemi. Una delle poche cose di cui bisogna essere consapevoli, e che non necessariamente si vede sul set, è ciò che comparirà fuori dalle finestre. Con l’HDR, infatti, potresti ritrovarti ad avere più dettagli di quanto pensassi nelle alte luci, cosa che può diventare un problema, soprattutto su una serie con una precisa scansione cronologica, in cui spesso vorresti che le finestre non mostrassero dettagli. Su questo pilot non abbiamo avuto certi problemi, ma è bene esserne consapevoli.

ARRI raccomanda l’uso di monitor HDR sul set, che ne pensi?

Con il digitale siamo ormai abituati a vedere le immagini sul set, a non avere sorprese, ma, a differenza del Log C o di una LUT, l’HDR non è facile da avere in monitor. Di sicuro aiuterebbe, ma penso anche che potrebbe anche essere una distrazione eccessiva. Se fosse il tipo di cosa che si può attivare e disattivare, magari per controllare l’HDR su un problema o una scena specifica, allora credo sarebbe molto utile, ma più probabilmente è qualcosa su cui non vorrei soffermarmi troppo.

Ti sei ritrovato a controllare l’istogramma più spesso?

Il nostro DIT controllava tutto alla perfezione dal camion, quindi non me ne sono dovuto preoccupare troppo. C’è stata una scena, una lunga cena al crepuscolo, lunga più di quattro pagine. Abbiamo impiegato almeno sei ore per girarla, tenere le finestre a un il livello di luce costante non è stato semplice. Questa è l’unica occasione che mi venga in mente in cui ricordo di esser stato un po’ più inquieto su cosa questo ampio range dinamico avrebbe potuto fare.

Che approccio hai avuto ai movimenti di macchina?

Abbiamo cercato di usare molti movimenti e molto Steadicam per fare il più possibile in un solo ciak, soprattutto nelle scene in cui Zelda si trova all’esterno, mentre cammina con le amiche o va a un ballo. La controparte di queste scene sono quelle in cui viene dipinta la vita domestica di Zelda e suo padre, che è un tipo piuttosto rigido. Queste scene erano molto più statiche e formali, con una composizione molto più precisa.

Non sei stato presente durante il grading in HDR, giusto?

No, ma in questo caso il grading HDR era uno step successive. Ero in contatto con il colorist per fargli capire quale fosse l’intento della fotografia, per risolvere problemi che avrebbero potuto insorgere. La cosa fondamentale è capire quali situazioni potrebbero avere esiti dell’HDR inattesi, quando questo potrebbe alterare la narrazione. L’unico problema potrebbe essere questo, ma in questo pilot filato tutto liscio senza intralci particolari.

Foto Nicole Rivelli © Amazon Prime Video